Allarme truffe nell’e-commerce
La Polizia Postale segnala un aumento delle truffe legate agli acquisti online, soprattutto su marketplace e siti e-commerce non affidabili. Le tecniche più diffuse includono finti negozi online, annunci a prezzi molto bassi e pagamenti su IBAN o link fraudolenti.
In molti casi le vittime ricevono prodotti diversi da quelli ordinati oppure non ricevono nulla dopo il pagamento. Crescono anche le frodi basate su phishing e finti messaggi di assistenza clienti per sottrarre credenziali e dati di pagamento. Le autorità raccomandano di verificare sempre l’affidabilità del venditore e utilizzare solo metodi di pagamento tracciabili e protetti.
Data: 30 aprile 2026
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AI e cybercrime sempre più evoluto
Secondo il nuovo report IOCTA 2026 di Europol, il cybercrime sta diventando sempre più sofisticato grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. L’AI viene utilizzata per automatizzare attacchi di phishing, creare contenuti ingannevoli e rendere più efficaci le frodi online. Crescono anche ransomware, furti di dati e truffe digitali organizzate su scala globale. Il rapporto evidenzia inoltre il ruolo di criptovalute, piattaforme criptate e infrastrutture anonime nel rendere più difficile l’attività di contrasto. Europol sottolinea la necessità di rafforzare cooperazione internazionale e capacità investigative per colmare il divario con i criminali informatici.
Data: 28 aprile 2026
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Stop alla conservazione delle copie nelle strutture ricettive
Il Garante privacy chiarisce che alberghi, B&B e affittacamere non possono conservare copie dei documenti d’identità degli ospiti oltre il tempo necessario alla comunicazione alle autorità.
L’obbligo riguarda esclusivamente la trasmissione dei dati tramite il portale “Alloggiati Web” e non giustifica la conservazione di fotocopie o immagini dei documenti. Pratiche diffuse, come l’invio via e-mail o app, espongono a rischi di furto d’identità. Le eventuali copie devono quindi essere cancellate subito dopo l’adempimento, potendo conservare solo la ricevuta della comunicazione.
Data: 29 aprile 2026
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Esami e corsi online: pubblicate le FAQ del Garante
Il Garante privacy ha pubblicato nuove FAQ dedicate alla gestione degli esami e della formazione a distanza. Le indicazioni riguardano in particolare l’uso di strumenti di controllo come webcam, software di sorveglianza e sistemi di proctoring. L’Autorità chiarisce che tali strumenti devono essere utilizzati solo se strettamente necessari a garantire la regolarità delle prove. Viene ribadito che il trattamento dei dati personali degli studenti deve rispettare i principi di minimizzazione e proporzionalità. Non sono quindi ammessi sistemi di monitoraggio invasivi o continuativi che eccedano le finalità formative.
Data: 15 aprile 2026
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Pubblicazione online di dati personali: sanzione da 96mila euro a Eni
Il Garante ha sanzionato Eni per la pubblicazione sul proprio sito di un atto giudiziario contenente dati personali non pertinenti. Le informazioni rese disponibili includevano dati anagrafici, indirizzi e codice fiscale di alcuni soggetti coinvolti. Secondo l’Autorità, tali dati non erano necessari rispetto alle finalità di trasparenza e comunicazione dell’azienda. La diffusione integrale dell’atto è stata ritenuta una violazione dei principi di minimizzazione e liceità previsti dal GDPR. L’Autorità ha quindi disposto una sanzione economica pari a 96mila euro.
Data: 15 aprile 2026
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Accesso alle e-mail aziendali dopo la cessazione del rapporto di lavoro
Il Garante ha chiarito che il diritto di accesso ai dati personali si applica anche alle e-mail contenute negli account aziendali individuali. Il lavoratore può richiedere tali dati anche dopo la fine del rapporto di lavoro. Il datore non può effettuare una selezione preventiva dei messaggi da fornire, né escludere arbitrariamente parte delle informazioni. L’accesso deve comprendere tutti i dati personali presenti nella casella di posta elettronica. L’Autorità sottolinea che eventuali limitazioni sono ammissibili solo nel rispetto delle garanzie previste dal GDPR.
Data: 15 aprile 2026
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Instagram e Facebook sotto indagine per la tutela dei minori
La Commissione europea ha riscontrato in via preliminare possibili violazioni del Digital Services Act da parte di Meta (Facebook e Instagram) per la mancata gestione efficace del rischio di accesso da parte di minori di 13 anni. Secondo l’indagine, i sistemi di verifica dell’età sarebbero facilmente aggirabili, ad esempio inserendo una data di nascita falsa senza controlli efficaci. Anche i meccanismi di segnalazione dei minori risultano complessi e poco efficienti, con scarsa capacità di rimozione degli account non conformi. La Commissione ritiene inoltre che la valutazione del rischio effettuata da Meta sia incompleta e non adeguata alla reale diffusione dell’uso delle piattaforme da parte dei minori nell’UE. In caso di conferma delle violazioni, potrebbero essere applicate sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo, oltre a ulteriori misure correttive obbligatorie.
Data: 29 aprile 2026
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